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Dall’effetto Pigmalione all’effetto Gentilezza: essere leader amati ed efficaci

“Pigmalione” una commedia esilarante di George Bernard Shaw racconta la storia del ricco ed eccentrico professor Higgins che si propone di trasformare la povera ed ignorante Eliza in una donna raffinata attraverso l’insegnamento della lingua e delle buone maniere.

Eliza vivrà e studierà nella casa di Higgins dove oltre alle buone maniere imparerà la dizione, la grammatica e la sintassi, ma la sua metamorfosi le comporterà un totale cambiamento del suo modo di essere. Il professore non ha la minima stima di Eliza, la tratta quasi come un animaletto.

Al di là della prospettiva comica, che fa ridere il pubblico per il modo di parlare della povera fioraia, c’è ancor di più il problema della manipolazione degli individui da parte delle classi dirigenti. 

La maggior parte dei manager, come il professor Higgins, involontariamente tratta i propri collaboratori in un modo che abbassa le loro prestazioni e ciò che sono in grado di fare. Quello che i manager pensano dei propri subordinati è sottilmente influenzato dai giudizi e pregiudizi che hanno su di loro e potrebbe generare il fenomeno della profezia auto-avverante. Se le aspettative dei managers sul proprio gruppo di lavoro sono alte, la produttività è probabile che sarà eccellente. Se le aspettative sono basse,  la produttività di tutto il gruppo descresce.  Questo è ciò che J. Sterling Livingston in un articolo del 1969 chiamò effetto Pigmalione…

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